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lunedì 18 ottobre 2010
Guanti senza dita, da un vecchio maglione
Poche cose fanno più inverno dei guanti e predispongono all’idea
di un ambiente caldo e confortevole dove tuffare le dita rattrappite
dal freddo. In vista della stagione fredda penso spesso a guanti
(io prediligo il tipo senza dita) e moffole, accessori simpatici
che possono anche dare quel tocco in più al look di tutti i giorni.
Ne ho trovato un tipo veramente originale e all'insegna del fai da te, su CafeMom.
Basta riciclare un vecchio maglione di lana (ne avrete sicuramente uno che non vedete l’ora di eliminare per quanto vi ha stancato!)
e avere a disposizione delle forbici, ago e filo.
Basteranno dieci minuti per realizzarne un modello
davvero trendy e portabile.
Personalmente, ho già in mente su quale maglioncino intervenire!
domenica 17 ottobre 2010
Il Pranzo della Domenica
A tavola in famiglia per il pranzo della domenica
è l'espressione di convivialità, da vivere con figli, nipoti, parenti e amici, dove i cuori si avvicinano, i sorrisi si allargano e gli occhi diventano liquidi.
Oggi ho deciso di festeggiare questa giornata a modo mio,
non con una pasta al forno e nemmeno con dei cappelletti in brodo, esclusivamente con il ricordo di un grande "piccolo" attore mediato
dal delizioso "spezzone cinematografico" tributo a quell'ometto dall'incedere frenetico, sempre arrabbiato con il mondo,
che ci ha accompagnati e ci ha fatto ridere come nessun altro,
e alla sua scomparsa... ha lasciato un vuoto mai più colmato.
è l'espressione di convivialità, da vivere con figli, nipoti, parenti e amici, dove i cuori si avvicinano, i sorrisi si allargano e gli occhi diventano liquidi.
Oggi ho deciso di festeggiare questa giornata a modo mio,
non con una pasta al forno e nemmeno con dei cappelletti in brodo, esclusivamente con il ricordo di un grande "piccolo" attore mediato
dal delizioso "spezzone cinematografico" tributo a quell'ometto dall'incedere frenetico, sempre arrabbiato con il mondo,
che ci ha accompagnati e ci ha fatto ridere come nessun altro,
e alla sua scomparsa... ha lasciato un vuoto mai più colmato.
La voglia di rivedere la faccia imbronciata di Louis de Funès,
geniale attore che ha fatto ridere intere generazioni con la sua gestualità unica e irripetibile, ha preso il sopravvento e ispirato
questa sentita micro-citazione che dedico a quanti come me
ne sentono la mancanza.
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sabato 16 ottobre 2010
...verace come una passata di pomodoro
![]() |
| www.medusa.it/film/8/benvenuti-al-sud.shtml |
Ho voglia di ridere...
Ho voglia di diverirmi...
Potrebbe rivelarsi la giusta soluzione per il fine settimana andare
al cinema per Benvenuti al Sud, il film verace come una passata
di pomodoro. Anche se... ho letto da qualche parte che risate e sentimento sono tutt'altro che scontati e bisogna avere la sensibilità giusta per scherzare su discriminazioni e pregiudizi.
"E' un film che vuole valorizzare le diversità, è la storia
di un ignorante che attraverso la conoscenza arriverà
ad apprezzare tutto ciò che prima era convinto di disprezzare"
(Claudio Bisio)
(Claudio Bisio)
"E' stato un pò come adattare un romanzo, con la peculiarità delle nostre caratteristiche contrapposizioni Nord-Sud
che ci hanno aiutato a donare una forte personalità italiana
ad un soggetto francese"
(Luca Miniero)
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venerdì 15 ottobre 2010
La storia in-calza
La calza nella foto è la testimonianza di una sapiente e meticolosa lavorazione ed aghi messa in opera dalla mia bisnonna.
All'epoca il collant doveva ancora essere inventato... ed era possibile permettersi unicamente questo tipo di "capo accessorio" (fermato poco sopra il ginocchio solo da un nastro elastico cucito ad anello), antesignana espressione delle future autoreggenti.
Confezionata secondo le esigenze delle stagioni, con filo di cotone o di lana, anche allora la calza rappresentava una formula di femminilità, ma che in modo pratico anteponeva il comfort a quanto molti anni dopo si sarebbe tramutato soprattutto in estetici dictat da fashion system.
![]() | |||||||||||||
| La modernità di una antica trama, Dettaglio. |
Piccola Storia del Collant
MEDIOEVO____________________________________________
In quest’epoca la calza è realizzata in seta.
Prima esclusivo appannaggio maschile, diventa successivamente un indumento utilizzato anche dalle donne per coprire le proprie gambe.
Prima esclusivo appannaggio maschile, diventa successivamente un indumento utilizzato anche dalle donne per coprire le proprie gambe.
OTTOCENTO___________________________________________
La rivoluzione industriale democratizza la calzetteria,
che per la prima volta ha prezzi accessibili alla classe media.
Le gonne delle donne si accorciano portando le gambe femminili
Le gonne delle donne si accorciano portando le gambe femminili
al centro dell’attenzione.
1938____________________________________________________
Risale a quest’anno l’invenzione del nylon da parte di Wallace Hume Carothers. La fibra sintetica “resistente come l’acciaio e delicata come una ragnatela”.
1959____________________________________________________
L’americano Allen Grant decide di utilizzare il nylon nella produzione dei collant. I primi sono composti da due calze tessute separatamente e poi unite al centro da un tassello di cotone.
1965____________________________________________________
E' l’anno in cui la stilista Mary Quant lancia la minigonna, la gonna
di dimensioni minimali, che decreta la fine di calze e guêpière.
1967____________________________________________________
È ancora Mary Quant a disegnare la prima linea di collant realizzata da uno stilista. Si caratterizza per il logo a margherite.
1968____________________________________________________
1968____________________________________________________
L’azienda britannica Pretty Polly introduce per prima il collant
a taglia unica.
1975____________________________________________________
1975____________________________________________________
Nascono i primi collant contenitivi, in grado di modellare le forme,
e quelli più sofisticati a rete e in pizzo.
ANNI '80_______________________________________________
Il collant diventa un accessorio di moda, tanto che tutti i più celebri stilisti, da Armani a Valentino, passando per Versace e Lacroix,
li abbinano alle proprie collezioni.
ANNI '90______________________________________________
È l’epoca dei collant tecnici, in quanto lo sviluppo tecnologico della Lycra permette di adattarsi a qualsiasi forma e al tempo stesso
di guadagnarne in termini di capacità di seduzione.
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| Dettaglio della raffinata lavorazione. |
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| A.M. due piccole "cifre" a personalizzazione del capo. |
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giovedì 14 ottobre 2010
Successo in cucina: anche merito del grembiule!
Il fisico mozzafiato di Eva Herzigova, nella foto ritratta da Bruce Weber per l'edizione 1998 del mitico Calendario Pirelli,
mette in evidenza la necessità di un grembiule in cucina.
Anche il solo preparare un semplicissimo piatto di spaghetti, richiede opportune precauzioni...
I due chicchissimi modelli che vi presento di seguito, sono ideali per impegnarsi ai fornelli e nonostante l'ampia pettorina della parannanza, riusciranno a rendervi comunque... molto sexy.
Provare per credere!
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| I grembiuli di CoseBelle... |
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| ... confezionati con ampi e pratici "tasconi" |
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| ... e presentati in due chicchissime proposte. |
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| Accessorio coordinato: Il sacchetto per il pane |
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| Elegante dettaglio di finitura |
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mercoledì 13 ottobre 2010
Una realtà incolore
La complicità di una pioggerella autunnale e di un cielo plumbleo hanno spazzato di colpo, in un giorno soltanto, tutti i residui che ancora ci tenevano attaccati all'estate.
L'estate è scomparsa anche se indossiamo ancora gli stessi vestiti "leggeri" che avevamo in agosto... e siamo in ottobre inoltrato.
Hanno spazzato l'ultimo barlume di piacevolezze estive di cui
ci siamo questa mattina dimenticati.
Una giornata che inizia come un film in bianco e nero.
Che dà il senso profondo di una realtà non colorata.
Una realtà in cui il senso del convenzionale, del quotidiano,
del tedioso, è un pò come questa giornata...
E io, per reazione, mi rifugio nella lettura di Italo Calvino, nella sua semplicità di scrittura e al tempo stesso nella complessità celata dietro di essa.
Sfoglio Marcovaldo, uno dei libri che preferisco, e comincio a sognare...
da: Marcovaldo di Italo Calvino
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La pioggia e le foglie (autunno)
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La pioggia e le foglie (autunno)
Alla ditta in cui lavora, Marcovaldo si prende cura di una piantina posta nell’atrio.
Messa in cortile, la pianta traeva ogni giorno profitto dalla pioggia.
Messa in cortile, la pianta traeva ogni giorno profitto dalla pioggia.
Marcovaldo, per non trascurarla, la portava a casa; attraversava
la città portando con sé la piantina sulla sua bicicletta, inseguendo nuvole.
Il sabato e la domenica la passò in questo modo.
La piantina era talmente cresciuta che sembrava un albero su due ruote. Ma così grande era anche diventata ingombrante nell’ingresso della ditta e forse era meglio restituirla al vivaio in cambio di una più piccola. Marcovaldo ricominciò la corsa per la città senza decidersi ad imboccare la strada del vivaio…
La piantina era talmente cresciuta che sembrava un albero su due ruote. Ma così grande era anche diventata ingombrante nell’ingresso della ditta e forse era meglio restituirla al vivaio in cambio di una più piccola. Marcovaldo ricominciò la corsa per la città senza decidersi ad imboccare la strada del vivaio…
Ormai non pioveva più; la pianta era come sfinita
per quell’impetuoso sforzo di crescita e ad una ad una lasciò cadere
le sue foglie che ingiallivano senza che Marcovaldo se ne accorgesse. Poi Marcovaldo ebbe un presentimento; si fermò, si girò;
della pianta non restava che uno smilzo stecco.
L’ultima foglia che da gialla diventò color d’arancio, poi rossa, violetta, azzurra, verde poi di nuovo gialla e poi sparì.
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martedì 12 ottobre 2010
Di zucca in zucca
Erin, una delle autrici del blog Lemon Tree Creations, ha catturato la mia curiosità con un’idea fai da te in stile country.
Per cominciare al meglio la settimana, voglio condividere con voi
le pratiche istruzioni d'uso attraverso i semplici passaggi del tutorial.
Con l’aiuto di ago e filo, semplici rettangoli di tessuto
si trasformeranno in grandi zucche decorative.
Il messaggio scelto per la personalizzazione, potrà ispirare gli ospiti della vostra casa.
Seguendo attentamente le indicazioni a corredo del suo progetto, riuscirete a creare belle zucche dal sapore autunnale in grado
di prendere forma da un materiale “povero” come la tela di iuta. Comunissime patate, adeguatamente intagliate, vi permetteranno poi di decorarle con i colori per tessuti mettendo in pratica la tecnica dello stamping.
Buon divertimento!
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