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lunedì 1 aprile 2013

Riciclare per giocare!



Lo sapevate che i coloratissimi imballaggi delle uova di Pasqua ben si sposano con il riutilizzo creativo?

In attesa della bella stagione, la carta che avvolgeva le uova di Pasqua può essere conservata e successivamente utilizzata per far divertire i più piccini. 

Ecco un tutorial che spiega passo passo come costruire un meraviglioso aquilone colorato riciclando l'imballaggio dell'uovo di Pasqua.

Un modo originale e divertente per coinvolgere i più piccoli in quella che possiamo considerare una piccola tradizione recuperata in nome del riciclo creativo.



Ecco tutto l'occorrente:

  •   1 imballaggio dell'uovo di Pasqua
  •   2 bacchette di legno  
         (anche due rami abbastanza lineari andranno bene)
  •   Nastro adesivo
  •   Colla ecologica
  •   Spago
  •   Filo da pesca

1)  Non rompiamo la carta!
 
Presi dalla foga di arrivare alla sorpresa, i bambini tendono a non preoccuparsi della carta che riveste l'uovo. È molto importante mantenerla intatta, quindi, per quest'anno, scartate l'uovo insieme a loro. 

2)  Stendiamola per bene
 
È importante che la carta sia il più possibile tesa e senza troppe pieghe. Apritela su un tavolo e appoggiatevi sopra dei libri pesanti così da stirarla un pò. 

3)  Costruiamo l'armatura
 
Munitevi di bacchette di legno lunghe quanto le diagonali del quadrilatero. È preferibile non tagliare la carta della confezione ma adattare le bacchette alle dimensioni del foglio. Esistono aquiloni di svariate forme e dimensioni, non deve essere per forza romboidale, anche quadrato andrà benissimo.
Incrociate le due bacchette ottenendo una croce e unitele con un po' di colla fissandole poi con dello spago.
Alle quattro estremità della croce, applicate dei taglietti nei quali farete passare altro spago in modo da creare la sagoma dell'aquilone. 


4)  Attacchiamo la carta dell'uovo
 
È arrivato il momento di applicare la carta dell'uovo di Pasqua all'armatura. Potete utilizzare del nastro adesivo aderente allo spago e ai bordi del foglio.
Rinforzate le punte dell'aquilone con ulteriore nastro adesivo al quale applicherete anche del filo da pesca. I quattro fili da pesca dovranno convogliare in un nodo centrale da cui partirà il filo di sostegno dell'aquilone.

Figli del vento, i vostri aquiloni diventeranno la testimonianza pasquale dell'importanza del riutilizzo. Saranno il manifesto multicolore della possibilità di divertirsi con poco, partendo da cose semplici.

Forse, la sorpresa vera non è da cercare nell'uovo ma nella confezione. 


dal post di Serena Bianchi per greenMe.it



sabato 7 aprile 2012

Un libro di ricette per aiutare ragazzi in difficoltà

Illustrazione di Giulia Raimondo



Il 25 ottobre 2011 una pioggia violenta e interminabile flagella l’estremo Levante della Riviera Ligure, mettendo in ginocchio paesi e borghi bellissimi, come Monterosso e Vernazza. Una valanga di acqua e fango si abbatte anche sulla Valle di Vara, travolgendo tutto, portando via con sé vite umane, distruggendo abitazioni, inghiottendo oggetti, ricordi, sicurezze. In un’intervista vista al telegiornale, mi colpiscono le lacrime di dolore di una giovane donna, che racconta la tragedia che ha devastato la casa dove si trovava, e che non parla del suo terrore, della sua sofferenza, ma di quella dei bambini di cui si occupa. La giovane donna dell’intervista è Paola, responsabile con Fiorella di una Cooperativa Sociale, che si prende cura di anziani, disabili e di venti bambini accolti in due Case-famiglia, due Comunità Educative in cui i ragazzini, già tanto provati dalla vita, potevano trovare calore e speranza per il loro futuro. L’alluvione ha reso pericolanti e invivibili le strutture, ha trascinato con sé auto e pullmini per i trasporto di bimbi e disabili, ha spazzato via abiti, giocattoli e tutte le scorte di cibo. I bambini sono stati portati al sicuro, di notte, prima guadando un fiume e poi con gli elicotteri. Non si può restare inermi, di fronte al dolore. Nasce così l’idea di un filo di solidarietà, un filo robusto e forte, che passi attraverso le mani laboriose dei food blogger: raccogliere tante, tantissime ricette e farne un libro, i cui proventi vadano ai bambini della Casa Famiglia. La risposta è immediata generosa e potente: centinaia di food blogger si mettono ai fornelli. Attraverso le velocissime strade del web, il filo di solidarietà si dipana, davvero, in tutto il mondo: arrivano ricette e aiuti da ogni angolo d’Italia, da molti Paesi Europei, dal Nord e Sud America, dalla lontana Arabia Saudita. Tutti insomma offrono la loro esperienza e il loro affetto, Liberodiscrivere® edizioni ha deciso di pubblicare il volume “i-Kitchen +234 blog ricette tranquille per ragazze e ragazzi scatenati”. Gli autori delle ricette devolveranno i loro diritti per contribuire a una raccolta di fondi da destinare ai bambini della Casa Famiglia gestita dalla Cooperativa Sociale Onlus Gulliver Borghetto di Vara (SP).

Patrizia Bosso  
ideatrice del progetto e curatrice del libro


Per ragazzi allegri, sani e scatenati, per giovani pigri e sonnacchiosi, per quelli arrabbiati e nervosi, per bambini svogliati, per adolescenti sportivi, per gli impegnati, gli introversi e i burloni, più di 240 ricette che danno il buonumore, fanno bene allo spirito e alla salute, riportano la serenità in famiglia. Gli autori sono, prevalentemente, food bloggers appassionati e generosi, che hanno messo a disposizione la loro esperienza, la loro competenza e la loro fantasia per creare una raccolta variegata e ricca di piatti allegri, saporiti, sani, spesso insoliti, sempre deliziosi.

Le ricette che cucinerete ai vostri ragazzi, ne aiuteranno altri in difficoltà: sono i piccoli della Casa Famiglia Gulliver, di Rocchetta Vara (SP), che nel corso della recente alluvione in Liguria, hanno perduto tutto.




AA. VV.
i-Kitchen
+240 blog ricette tranquille
per ragazze e ragazzi scatenati


Liberodiscrivere® edizioni


ISBN: 9788873883807



In vendita anche su: www.liberodiscrivere.it




Una splendida iniziativa, uno straordinario regalo di solidarietà.
Per chi volesse collaborare al felice coronamento del progetto, copie del libro (pubblicato solo una settimana fa) sono disponibili da Elena presso la Libreria del Corso a Guastalla. 

Un modo diverso per augurare BUONA PASQUA!

Annalisa

mercoledì 4 aprile 2012

Pasqua: uova a pois

© www.oggipanesalamedomani.it

Prendendo ispirazione dal bellissimo blog di Sonia, oggi pane e salame, domani... (che vi invito a navigare), ecco un pratico suggerimento per la semplice quanto allegra operazione di coloritura delle uova di Pasqua.

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Procuratevi tutto l'occorrente:

  • 6 uova sode fredde e preferibilmente bianche
  • aceto di vino bianco
  • coloranti alimentari
  • acqua
  • bollini adesivi rotondi
 
e procedete come di seguito:
  1. Posizionate gli adesivi sulle uova.
  2. In un bicchiere grande mettete un cucchiaio di aceto, aggiungete dell’acqua fredda, incorporate il colorante e mescolate bene.
  3. Aiutandovi con un cucchiaio, immergeteci delicatamente l’uovo che volete colorare. Lasciatelo in ammollo qualche minuto finché non otterrete l'intensità cromatica desiderata.
  4. Asciugate tamponando delicatamente l’uovo con della carta da cucina ed eliminate subito gli adesivi. 
  5. Con i colori che preferite, ripetete l’operazione per tutte le altre uova.
(Per ulteriori dettagli, potranno esservi molto utili le foto tutorial)
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Oggi è l'ultimo giorno di scuola e... questa idea mi sembra proprio 

la soluzione migliore per immergerci con i nostri bambini nel clima festoso delle vacanze pasquali.

Buon divertimento!


Annalisa



 

sabato 31 marzo 2012

ARTE IN AGENDA


A tu per tu con Andy Warhol: The Last Supper (L'ultima cena).

È una Pasqua all’insegna di Andy Warhol (Pittsburgh 1928 - New York 1987), quella che attende Reggio Emilia. Dal 31 marzo al 15 aprile 2012, Palazzo Magnani ospita The Last Supper, una delle opere più significative nella produzione del genio che ha lasciato un’impronta indelebile sull’arte del secondo Novecento: la straordinaria interpretazione del Cenacolo di Leonardo da Vinci, operata da Andy Warhol nel 1986.


... The Last supper racchiude in sé l'essenza della poetica warholiana tesa a demistificare l'opera d'arte e la sua originalità di "pezzo unico", per dimostrare che, anche l’Ultima cena di Leonardo, al pari di altri soggetti come la Campbell's Soup, il fustino Brillo, la Coca Cola, altro non è che "un prodotto". Su invito di Alexandre Jolas, la cui galleria sorgeva proprio davanti al Refettorio di Santa Maria delle Grazie di Milano che conserva il capolavoro leonardesco, Warhol realizza tra il 1985 e '87 un ciclo di opere dedicato al Cenacolo - oltre cento tra dipinti e serigrafie - che si riallacciano a un percorso di reinterpretazione dei classici dell'arte italiana, già sperimentato con la sua Mona Lisa del 1963, rilettura della Gioconda.

Il critico Robert Rosenblum affermava a proposito di questo aspetto della poetica di Warhol: "Le sue gallerie di miti e superstar sembrano un repertorio di Santi venuti dopo la cristianità, tanto che le immagini isolate delle labbra di Marilyn o i singoli barattoli di zuppa possono diventare le icone di una nuova religione, simili a quelle delle reliquie sacre chiuse in uno spazio astratto. Le opere compiute a partire dall'Ultima cena di Leonardo, le ultime di Warhol, appaiono in modo improvviso, impetuoso e incomparabile: sono una strana manifestazione, straordinariamente forte, di un sentimento religioso che alla fine riesce a esprimersi, qui, quasi senza maschera. Liberamente, con un vigore che stupisce e impressiona, Warhol non ha mai come in questa occasione, glorificato così tanto il culto delle immagini, sua grande, unica e originaria passione"...


The Last Supper sarà affiancata da un raro disegno dell'Ultima cena leonardesca eseguito da Francesco Hayez (protagonista, fino al 1° maggio, a Palazzo Magnani della grande mostra INCANTI DI TERRE LONTANE. HAYEZ, FONTANESI E LA PITTURA ITALIANA TRA OTTO E NOVECENTO) che consentirà di sviluppare un confronto tra le modalità di rilettura dei modelli classici operata da due autori così distanti, ma uniti dall'esigenza che hanno avvertito di confrontarsi con il genio del Rinascimento italiano.

Le opere in mostra
L'ULTIMA CENA/THE LAST SUPPER di Andy Warhol
acrilico su tela, 100 x 100 cm
(GRUPPO CREDITO VALTELLINESE)

L'ULTIMA CENA / disegno di Francesco Hayez
Matita su carta, 43 x 75 cm
(COLLEZIONE PRIVATA)

31 MARZO - 15 APRILE 2012
ANDY WARHOL A PALAZZO MAGNANI
- Reggio Emilia

Orari: 

dal martedì al venerdì 10.00 -13.00 / 15.30 - 19.00
Sabato, Domenica e Festivi 10.00 - 19.00
Chiuso lunedì


 

domenica 24 aprile 2011

Auguri Pasquali

La mini serra in ferro verniciato, trasformata in incubatrice di uova

E' con questa mia singolare collezione di uova 
in cartapesta dai nomi evocativi: Royal Eggs, Liberty Eggs, Paris Eggs, Pompadour Eggs... estrosamente realizzate da Simonetta anche con l'impiego di bottoncini vintage, fettucce di cotone, 
nastri di organza, velluti, pizzo Valencienne, pietre Swarovski,  
che voglio augurare a tutte voi Buona Pasqua!

Oggetti di straordinaria bellezza 

venerdì 22 aprile 2011

I riti del Venerdì Santo

Uno dei "sacri gruppi" della Chiesa del Purgatorio a Trapani...
La Pasqua è alle porte e, nella settimana che la precede, l'Italia si riempie di riti e processioni che preludono alla resurrezione di Cristo.

...un patrimonio artistico valorizzato da cinque secoli di storia.

Il Venerdì Santo è per i cristiani il giorno in cui si commemora 
la Passione e la Crocifissione di Gesù Cristo.

La liturgia inizia nel silenzio ed è incentrata sulla narrazione 
delle ultime ore della vita terrena di Gesù, secondo il Vangelo 
di Giovanni, e sulla celebrazione dell'adorazione della croce.

Tra le tante cerimonie che costellano in questa Settimana Santa 
il Belpaese, un riferimento particolare va ai riti (risalenti al 1600) 
di Trapani.

... ogni anno, il Venerdì Santo a Trapani, si vive una grande emozione, ovvero il ripetersi di una tradizione secolare 
che rappresenta la passione e la morte di Cristo: 
La Processione dei Misteri
Si tratta di 18 gruppi scultorei più due simulacri, realizzati 
in legno, tela e colla tra il XVII il XVIII secolo dalle fiorenti botteghe artigiane trapanesi. La processione ha origini spagnole, 
e fu gestita dalla Confraternita del preziosissimo sangue 
e successivamente dalla Confraternita di San Michele. 
Nel corso degli anni venne affidata alle corporazioni artigiane, 
le maestranze, dalle quali, nel 1974 nacque l'Unione Maestranze 
 che è la vera macchina organizzatrice di questo splendido ripetersi 
di una tradizione secolare che non ha mai perso 
il proprio fascino nonostante i patologici cambiamenti dettati 
dal passare del tempo ...


Per approfondire: I MISTERI DI TRAPANI