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martedì 17 gennaio 2012

Per la moda, quali standard del corpo femminile?

Katya Zharkova fotografata da Victoria Janashvili


Gli standard di bellezza femminile cambiano nel corso del tempo. Le forme morbide e arrotondate oggi stonano al di fuori delle tele rinascimentali. Siamo quotidianamente bombardate da annunci 
di perdita di peso, perché un'industria multimiliardaria specula sulla nostra paura di essere grasse. Non tutte però siamo destinate ad essere magre. I nostri corpi sono belli così, soprattutto se non è coinvolta la nostra salute, perché essere persone magre il più delle volte non è necessariamente sano.

Quella di sinistra è una modella, l’altra è una modella over-size. © Victoria Janashvili



Nel numero Plus Model Magazine (una rivista di moda e di modelle per taglie forti) di gennaio 2012 un editoriale esplosivo, con le provocatorie immagini della modella over-size Katya Zharkova, denuncia come l’indice di massa corporea di molte modelle è oggi pericolosamente vicino a valori equivalenti all’anoressia. Particolarmente rilevante il dato che solo vent’anni fa una modella “media”, a differenza dell'attuale 23%, pesava l’8% in meno della media delle altre donne.

Non c'è niente di sbagliato nei nostri corpi. 
Cerchiamo pertanto di star bene soprattutto con noi stesse.

Meditiamo!!!



venerdì 13 gennaio 2012

Il glabro che avanza

Uno storico visual del 31°Anniversario di PLAYBOY Brasile / Ad. agency: Neogama BBH


La mia prima citazione del mitico Calendario Pirelli 
risale al post del grembiule pubblicato nell'ottobre 2010.

La seconda è questa, con l'immagine (al naturale e senza veli, probabilmente incoraggiata dal surriscaldamento del pianeta Terra) dell’intramontabile Kate Moss ritratta dal fotografo Marco Sorrenti per l'edizione 2012 di "The Cal"

Così, al suo patinato esordio “come mamma l’ha fatta”,  
Kate Moss ha innescato il "pruriginoso" dibattito: depilata o pelosa?

Se vuoi, continua a leggere quanto scrive a riguardo 
Elisabetta Ambrosi su VANITY FAIR


mercoledì 24 agosto 2011

Amici di paletta



In vacanza i piccoli imparano a gestire la loro prima vita sociale...
dopo la lettura dell'
articolo di Claudia Voltattorni, la discussione è aperta!



venerdì 29 luglio 2011

Amy Winehouse statuina del presepe... l'omaggio del maestro Marco Ferrigno.

Vestita con un abito corto e dal colore acceso, con la tipica acconciatura raccolta, scarpe rosse con il tacco e tatuaggi sulle braccia, il sorriso sulle labbra dipinte con il rossetto: così il maestro presepiaio di San Gregorio Armeno, Marco Ferrigno, ricorda Amy Winehouse. La statuina di 30 centimetri d'altezza è un omaggio alla giovane cantante scomparsa, trasgressiva nella vita e nell'arte. A differenza delle altre statuine del presepe create da Ferrigno e dedicate ai personaggi illustri, quella di Amy Winehouse entrerà in produzione: le richieste sono tante, soprattutto tra i collezionisti. Ad alimentare il fascino dell'opera è anche il ritorno del numero nero del pop-rock, quel 27 (gli anni della cantante) che accomuna tante giovani celebrità prematuramente scomparse: Janis Joplin, Kurt Cobain, Jimi Hendrix e Jim Morrison.


La video-intervista al maestro Ferrigno.


da: www.tmnews.it

venerdì 22 ottobre 2010

Accade in Italia: Riciclo dei reggiseni usati

Immagine della campagna INTIMISSIMI

Ottobre è il mese della prevenzione contro il cancro al seno
e le iniziative inerenti l’argomento fioccano, alcune più interessanti 
di altre. Sicuramente curioso e singolare tra queste ultime, 
è il Berlei Bra Recycle Program, che esorta le donne a lasciare 
in appositi contenitori di negozi aderenti, i loro reggiseni che non si utilizzano più. Questi indumenti intimi saranno poi rivenduti a prezzi molto accessibili alle donne africane, per le quali rappresenterebbero un traguardo e una necessità finora mai soddisfatta. 
Inoltre la Breast Cancer Network of Australia riceverà un dollaro ogni 10 reggiseni riciclati, per raggranellare una somma che si spera considerevole da destinare alla ricerca.

L’iniziativa è tutta australiana, ma può darci qualche spunto 
di riflessione e qualche idea per indirizzare i nostri sforzi filantropici in tema di riciclo degli abiti e di prevenzione al femminile. 

Pensare al reggiseno come a una conquista sia sociale che di cura della salute personale, è un’idea forte e carica di significato, che ci invita ad analizzare la nostra reale condizione di donne nella società in cui viviamo.

Per quel che riguarda l'Italia, segnalo l'originale e meritevole iniziativa di INTIMISSIMI che supervaluta e ricicla il tuo reggiseno usato. Tutte coloro che dal 18 ottobre al 30 novembre porteranno 
un reggiseno usato in un punto vendita INTIMISSIMI riceveranno 
uno sconto di 3 euro da spendere per l’acquisto di un nuovo reggiseno. I reggiseni raccolti non saranno “rottamati”, ma verranno riciclati e utilizzati per la realizzazione di pannelli isolanti e fono assorbenti
E’ la prima volta che un’attività di riciclo del genere sfrutta un capo 
di intimo (il reggiseno usato può essere di qualunque marca).

La promozione è iniziata, e chissà che riciclare non inizi a piacere anche a voi!